Ritratto d'Autore · 4 giorni fa · Valentin Borșan
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Dietro l’obiettivo: la nascita di uno sguardo

Il percorso fotografico di Valentin Borsan tra sperimentazione e crescita personale

Dietro l’obiettivo: la nascita di uno sguardo

Ogni percorso fotografico ha un inizio difficile da definire con precisione. Spesso non nasce da un momento unico, ma da una serie di esperienze che nel tempo diventano consapevoli.
Per Valentin Borsan, la passione per la fotografia è sempre stata presente, anche se per lungo tempo non è stata pienamente riconosciuta. Si manifestava soprattutto durante i viaggi e le escursioni in montagna, dove, in modo naturale, cercava l’inquadratura migliore e la composizione più interessante, senza però conoscere ancora le regole tecniche.


Era un modo istintivo di osservare il mondo.


Il primo vero cambiamento arriva dopo un

 semplice feedback ricevuto su una fotografia. Quel commento modifica il modo in cui guarda le proprie immagini e apre il desiderio di migliorare. Da quel momento la fotografia smette di essere solo un gesto spontaneo e diventa qualcosa da comprendere e sviluppare.
Inizia così a fotografare sempre di più, prima con il telefono, poi con una maggiore intenzionalità.
La decisione successiva è concreta: acquistare la sua prima macchina fotografica, una Canon 77D con obiettivo Sigma 17-70, e iniziare un percorso di apprendimento più serio.


Nei sei mesi precedenti al corso di fotografia, attraversa una fase intensa di sperimentazione. Scatta molto, ma senza avere ancora il controllo delle impostazioni tecniche. In questa fase, i risultati non sono quelli attesi e spesso le fotografie realizzate con lo smartphone risultano migliori di quelle fatte con la macchina fotografica.
Nasce così una prima frustrazione: l’idea di ciò che vorrebbe ottenere non corrisponde ancora a ciò che riesce a creare.


Nonostante questo, continua a fotografare.

 

 Attraverso molti tentativi e molti errori, inizia lentamente a capire la relazione tra luce, esposizione e composizione. È un processo lungo, basato sulla pratica costante.
Dopo questa fase decide di frequentare un corso di fotografia. L’esperienza si rivela utile, anche se inizialmente viene vissuta con alcune difficoltà. L’approccio del docente non sempre viene percepito in modo positivo e la durata del corso crea qualche problema nell’organizzazione personale.
In quel momento emergono anche alcune perplessità sulla scelta fatta.
Tuttavia, con il tempo, la prospettiva cambia. Il corso si rivela comunque importante per costruire le basi tecniche e per dare una struttura più chiara al suo percorso fotografico.


Prima dell’esame finale del corso, Valentin Borsan si reca in Portogallo, dove viveva la sua compagna. Durante questo periodo continua a fotografare e realizza alcune immagini interessanti, anche se ancora non completamente mature.
Rientra in Romania per sostenere l’esame e poi torna nuovamente in Portogallo.
Il vero cambiamento arriva più tardi, circa sei mesi dopo, quando rielabora le fotografie realizzate tra Italia e Portogallo. In questa fase inizia a vedere il proprio lavoro con maggiore chiarezza e consapevolezza.


Parallelamente si iscrive alla piattaforma 1x.com, dove alcune delle sue fotografie vengono selezionate, pubblicate e anche premiate.
Questo momento rappresenta un punto importante del suo percorso: per la prima volta riceve un riconoscimento esterno concreto, che rafforza la fiducia nel proprio lavoro.
Nel tempo, esplora diversi generi fotografici. Il paesaggio è uno dei primi interessi principali, seguito dalla fotografia naturalistica, in particolare il ritratto animale, la street photography e la macrofotografia.
Anche l’astrofotografia attira la sua attenzione, ma viene approfondita meno a lungo per la sua complessità tecnica. L’unico genere ancora in fase di studio è la fotografia in studio.
Nonostante la varietà di interessi, ciò che rimane costante è il modo in cui guarda le immagini.
Per Valentin Borsan la fotografia non è mai stata solo tecnica o perfezione. È sempre stata soprattutto racconto. Non cerca la luce perfetta o la composizione ideale, ma ciò che una fotografia riesce a trasmettere.
Questo approccio diventa nel tempo la base del suo stile personale.


Conclusione


Il percorso di Valentin Borsan non è lineare, ma fatto di esperienze diverse, tentativi e momenti di crescita progressiva. Dalla fase iniziale di sperimentazione fino alla costruzione di una visione più consapevole, la fotografia diventa un linguaggio personale in continua evoluzione.
Oggi il suo lavoro si basa su un principio semplice: non è la perfezione tecnica a dare valore a un’immagine, ma la sua capacità di comunicare qualcosa.
In questo equilibrio tra esperienza, osservazione e narrazione visiva si costruisce la sua identità fotografica.